Semi di Lampedusa: un’esperienza che lascia il segno
Dal 29 settembre al 4 ottobre alcuni studenti del nostro Istituto hanno partecipato al Progetto “Semi di Lampedusa”, un’esperienza intensa di formazione, incontro e riflessione dedicata al tema delle migrazioni e alla memoria delle persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo.
Le attività, promosse dal Comitato 3 Ottobre in occasione della giornata dedicata alla memoria dei migranti morti in mare, hanno offerto agli studenti l’opportunità di confrontarsi con una delle grandi questioni del nostro tempo attraverso linguaggi e prospettive differenti.
Laboratori, workshop, conferenze, spettacoli e proiezioni cinematografiche hanno scandito le giornate, trasformando Lampedusa in un vero e proprio spazio di apprendimento, incontro e dialogo. A rendere ancora più significativa l’esperienza è stata la possibilità di ascoltare testimonianze e interventi di personalità di grande rilievo: Francesca Albanese, intervenuta in presenza, e il cardinale Matteo Zuppi, che ha partecipato in videoconferenza.
Ma il cuore del progetto sono stati soprattutto gli studenti. Hanno partecipato con entusiasmo alle diverse proposte, mettendosi in gioco, ascoltando, ponendo domande e confrontandosi con realtà e testimonianze capaci di andare oltre i contenuti affrontati quotidianamente in classe.
L’esperienza vissuta a Lampedusa non si conclude con il ritorno a casa. Al contrario, rappresenta un punto di partenza: un seme che gli studenti potranno portare nelle proprie classi e nella comunità scolastica, condividendo con i compagni ciò che hanno visto, ascoltato e provato.
È proprio questo uno degli aspetti più preziosi del progetto: trasformare l’esperienza personale in un’occasione di crescita collettiva, affinché la memoria non rimanga soltanto una ricorrenza, ma diventi consapevolezza, responsabilità e capacità di guardare al presente con occhi più attenti.
Gli studenti sono ora pronti a raccontare ai loro compagni questa esperienza profondissima, consapevoli di aver vissuto giorni che difficilmente potranno essere dimenticati.
Perché alcuni viaggi non si misurano in chilometri percorsi, ma nelle domande che ci lasciano dentro.




Prof. Paolo Forgia





