Sport e Donne: la mostra sulla storia Olimpica e Paralimpica arriva nelle scuole
L’istituto “Almerico Da Schio” di Vicenza ha ospitato un’esposizione fotografico-documentaria dedicata all'evoluzione del ruolo femminile nello sport. Un’occasione preziosa per promuovere una cultura di inclusione e parità tra i banchi di scuola.
Un viaggio tra storia, sfide e conquiste
Lo sport non è solo competizione, ma un potente specchio della società. È questo il messaggio centrale della mostra itinerante realizzata da Toponomastica Femminile, che dopo la tappa al polo universitario di viale Margherita, è approdata all’istituto Almerico Da Schio.
L’esposizione ripercorre le tappe fondamentali della partecipazione femminile ai Giochi Olimpici e Paralimpici: dalle pioniere che sfidavano i pregiudizi dell’Antica Grecia e le resistenze di Pierre de Coubertin, fino ai traguardi di parità raggiunti oggi.
I numeri del cambiamento
Durante l'inaugurazione, alla quale hanno partecipato autorità locali come il consigliere comunale Giacomo Bez, sono stati citati dati significativi che mostrano quanto il cammino verso l'uguaglianza sia stato lungo:
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Parigi 1900: Solo 22 donne su 975 partecipanti totali.
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Parigi 2024: Per la prima volta si è raggiunta la parità numerica perfetta tra atleti e atlete.
"In una città dove le donne praticano sport, significa che è una città dove si sta bene e i servizi sociali funzionano," ha sottolineato Bez durante il taglio del nastro.
Oltre il risultato: lo sport come inclusione
L'incontro con gli studenti è stato arricchito dagli interventi di figure chiave del mondo sportivo e scolastico, tra cui la dirigente Manuela Floriani, il professor Massimo Monfardini e il delegato provinciale CONI Giuseppe Franco Falco.
Il tema centrale non è stato solo il "podio", ma il valore educativo dell'attività fisica. Lo sport è stato definito come un veicolo di opportunità e relazioni, capace di annullare le differenze e combattere le discriminazioni di ogni genere.
Storie che ispirano
La mostra ha permesso ai ragazzi di scoprire figure leggendarie come:
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Kathrine Switzer: Che nel 1967 corse la maratona di Boston nonostante il divieto per le donne.
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Fanny Blankers-Koen: Capace di vincere 4 medaglie d'oro nell'atletica leggera nel 1948, già madre di due figli.
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Le eccellenze locali: Un focus particolare è stato dedicato alle atlete del territorio vicentino che si sono distinte a livello internazionale.
Un impegno per il futuro
Come ricordato dall'avvocata Veronica Grillo, referente di Toponomastica Femminile, solo il 4% delle strade italiane è intitolato a donne. Portare questa mostra nelle scuole significa voler cambiare questa narrazione, offrendo alle nuove generazioni modelli identitari forti e consapevoli.
Lo sport femminile è caratterizzato da battaglie e conquiste spesso dimenticate dai media; l’obiettivo di questa iniziativa è riaccendere quella scintilla che può contribuire a migliorare la nostra società.






